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R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 - Ordinamento Giudiziario (Articoli estratti)

Titolo V - Dello stato giuridico dei magistrati.

Capo II - Dell'ammissione in magistratura e dell'uditorato.

Art. 121 - Ammissione a funzioni giudiziarie.
Per essere ammesso a funzioni giudiziarie nella magistratura giudicante o nel pubblico ministero è necessario aver compiuto un tirocinio in qualità di uditore giudiziario, salvo quanto è disposto nell'articolo seguente.

Art. 122 - Ammissioni straordinarie nella magistratura delle corti.
Gli avvocati esercenti e i professori ordinari di materie giuridiche nelle università possono, in considerazione di meriti eminenti nel campo del diritto e della pratica giudiziaria, essere ammessi in magistratura col grado di consigliere di corte di appello o parificato, dopo quindici anni di esercizio delle rispettive professioni e, col grado di consigliere di corte di cassazione o parificato, dopo diciotto anni di esercizio delle professioni medesime (1).
Per la nomina occorre il motivato parere conforme del Consiglio superiore della magistratura, a sezioni unite (2).

(1) Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 22 aprile 1941, n. 95.
(2) Comma sostituito dall'art. 40, comma 1, R.D.Lgs. 31 maggio 1946, n. 511.

Art. 123 - Concorso per uditore giudiziario (1).
1. La nomina ad uditore giudiziario si consegue mediante concorso per esame.
2. L'esame consiste:
a. nella prova preliminare, disciplinata dall'articolo 123-bis, per i candidati che non sono in possesso del diploma di specializzazione di cui all'articolo 17, comma 113, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
b. in una prova scritta su ciascuna delle materie indicate nell'articolo 123-bis;
c. in una prova orale su ciascuna delle materie indicate nell'articolo 123-ter.

(1) Articolo così sostituito ex art. 1 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 123-bis - Prova preliminare (1).
1. La prova preliminare é diretta ad accertare il possesso del requisiti culturali, ed é realizzata con l'ausilio di sistemi informatizzati.
2. La prova preliminare ha luogo in sedi decentrate (2) anche per gruppi di candidati divisi per lettera da individuarsi, per ogni concorso, con decreto del Ministro di grazia e giustizia. Essa verte sulle materie oggetto della prova scritta del concorso e consiste in una serie di domande, formulate ed assegnate con le modalità stabilite dal regolamento di cui all'articolo 123-quinques, alle quali il candidato risponde scegliendo una delle risposte prefissate. Le domande sono predisposte con esclusivo riguardo ai testi normativi, escluso ogni riferimento ad argomenti ed orientamenti giurisprudenziali e dottrinali. Ad ogni candidato é assegnato un ugual numero di domande.
3. La graduatoria é formata avvalendosi di strumenti informatici sulla base del punteggio assegnato alle risposte.
4. Alla prova scritta é ammesso un numero di candidati pari a cinque volte i posti messi a concorso. Sono comunque ammessi alle prove scritte i candidati che hanno riportato lo stesso punteggio dell'ultimo che risulta ammesso ai sensi del comma 3. Della ammissione alla prova scritta é data notizia secondo modalità da stabilirsi con decreto del ministro di grazia e giustizia.
5. Sono esonerati dalla prova preliminare ed ammessi alla prova scritta, oltre i limiti di cui al comma 4:
a. i magistrati militari, amministrativi e contabili;
b. i procuratori e gli avvocati dello stato;
c. coloro che hanno conseguito la idoneità in uno degli ultimi tre concorsi espletati in precedenza;
d. coloro che hanno conseguito il diploma di specializzazione per le professioni legali, benché iscritti al corso di laurea in giurisprudenza prima dell'anno accademico 1998/1999.
6. Il mancato superamento della prova preliminare non dà luogo ad inidoneità ai fini di cui all'articolo 126, primo comma.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 2 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.
(2) Dispone l'art. 17 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398 (così come modificato dal D.L. 21 settembre 1998, n. 328 conv. in L. 19 novembre 1998, n. 399): "Per i tre anni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, la prova preliminare di cui all'articolo 123bis dell'ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, introdotto dall'art. 2 del presente decreto legislativo, ha luogo a Roma o in sedi decentrate".

 

Art. 123ter - Prove concorsuali (1).
1. La prova scritta verte su ciascuna delle seguenti materie:
a. diritto civile;
b. diritto penale;
c. diritto amministrativo.
2. La prova orale verte su ciascuna delle seguenti materie o gruppi di materie:
a. diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
b. procedura civile;
c. diritto penale;
d. procedura penale;
e. diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
f. diritto del lavoro e della previdenza sociale;
g. diritto comunitario;
h. diritto internazionale ed elementi di informatica giuridica.
3. Sono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono non meno di 12/20 di punti in ciascuna delle materie della prova scritta. Conseguono la idoneità i candidati che ottengono non meno di 6/10 in ciascuna materia della prova orale e comunque una votazione complessiva nelle due prove non inferiore a novantotto punti. Non sono ammesse frazioni di punto.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 3 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

 

Art. 123-quater - Commissione permanente per la tenuta dell'archivio dei quesiti della prova preliminare (1).
1. Presso il ministero di grazia e giustizia é istituita la commissione permanente per la creazione e l'aggiornamento dell'archivio informatico delle domande per la prova preliminare.
2. La commissione é nominata dal ministro di grazia e giustizia ed é composta da cinque magistrati, anche cessati dal servizio, di cui tre, tra i quali il presidente, designati dal consiglio superiore della magistratura. La commissione si avvale delle strutture del centro elettronico di documentazione presso la corte di cassazione.
3. La commissione dura in carica tre anni. La nomina dei singoli componenti é rinnovabile per un periodo di eguale durata.
4. Su proposta del presidente, nella fase della creazione dell'archivio, la commissione può essere integrata con membri aggregati fino ad un massimo di cinquanta, scelti tra magistrati e docenti universitari dal ministro e dal consiglio superiore della magistratura secondo la proporzione di cui al comma 2.
5. All'atto della nomina i componenti, anche aggregati, seguono un corso di specializzazione in docimologia e tecnica del test della durata di quindici giorni la cui organizzazione é demandata al consiglio superiore della magistratura, di intesa con il ministro di grazia e giustizia. Nei successivi sei mesi, con cadenza mensile, sono organizzati corsi di approfondimento della durata di tre giorni.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 4 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

 

Art. 123-quinquies - Regolamento per lo svolgimento della prova preliminare (1).
1. Con regolamento del ministro di grazia e giustizia, da adottarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentito il consiglio superiore della magistratura, sono determinati le caratteristiche ed il contenuto dell'archivio delle domande della prova preliminare, i metodi per l'assegnazione delle domande ai candidati, il conferimento dei punteggi e le modalità di formazione della graduatoria, le caratteristiche dei sistemi informativi e dei relativi elaborati e quant'altro attiene all'esecuzione della prova preliminare ed alla conservazione, gestione ed aggiornamento dell'archivio.
2. Il parere del consiglio superiore della magistratura é reso entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine il ministro di grazia giustizia adotta, comunque, il regolamento di cui al comma 1.
3. Nell'emanazione del regolamento di cui al comma 1, il ministro di grazia e giustizia si attiene ai seguenti criteri:
a. predisposizione dell'archivio in modo da fornire i quesiti per tutti i concorsi da espletare;
b. inserimento nell'archivio di quesiti classificati in base a diversi livelli di difficoltà, al fine di consentire la effettuazione contemporanea di test diversi ai candidati; nelle materie codificate i quesiti devono concernere argomenti riferentisi a tutti i libri dei codici;
c. aggiornamento costante dell'archivio;
d. previsione che l'archivio domande sia pubblico;
e. previsione che il sistema della prova preliminare, le caratteristiche delle apparecchiature da utilizzare eventualmente per detta prova e le modalità di utilizzazione siano adeguatamente pubblicizzate;
f. assegnazione dei quesiti in modo che essi risultino diversi per ogni candidato nell'ambito di ciascuno gruppo per il quale la prova si svolga congiuntamente;
g. estrazione automatizzata dei quesiti da sottoporre a ciascun candidato, in modo da assicurare la parità di trattamento tra i candidati, sia per il numero dei quesiti, sia per le materie sulle quali essi vertono sia per il grado di difficoltà per ciascuna materia;
h. previsione del numero delle domande da assegnare, della loro ripartizione per materia e del tempo massimo entro il quale le risposte devono essere date;
i. previsione che, nell'attribuzione dei punteggi, le risposte siano valutate in modo differente a seconda della difficoltà del quesito;
l. determinazione dei meccanismi automatizzati e relativa gestione per l'espletamento della prova di preselezione.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 5 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 124 - Requisiti per l'ammissione al concorso.
Al concorso sono ammessi i laureati in giurisprudenza in possesso, relativamente agli iscritti al relativo corso di laurea a decorrere dall'anno accademico 1998/1999, del diploma di specializzazione rilasciato da una delle scuole di cui all'articolo 17, comma 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127, che, alla data della pubblicazione del bando di concorso, risultino di età non inferiore agli anni ventuno e non superiore ai quaranta, soddisfino alle condizioni previste dall'articolo 8 del presente ordinamento ed abbiano gli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti (1).
Il ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, con le disposizioni attuative della programmazione universitaria e del diritto allo studio, assicura l'uniforme distribuzione sul territorio nazionale delle scuole di cui al primo comma e la previsione di adeguati sostegni economici agli iscritti capaci, meritevoli e privi di mezzi (2).
Se le domande di partecipazione al concorso presentate dai candidati di cui al secondo comma sono inferiori a cinque volte il numero dei posti per i quali il concorso é bandito, sono altresì ammessi, previo superamento della prova preliminare di cui all'articolo 123-bis ed in misura pari al numero necessario per raggiungere il rapporto anzidetto, anche i candidati in possesso della sola laurea in giurisprudenza (2).
Il limite di età di cui al primo comma per la partecipazione al concorso é elevato di cinque anni in favore di candidati che abbiano conseguito l'abilitazione alla professione di procuratore legale entro il quarantesimo anno di età (3).
L'elevamento di cui al secondo comma non si cumula con quelli previsti da altre disposizioni vigenti (3).
Si applicano le disposizioni vigenti per l'elevamento del limite massimo di età nei casi stabiliti dalle disposizioni stesse.
Il Consiglio superiore della magistratura non ammette al concorso i candidati che, per le informazioni raccolte non risultano di condotta incensurabile ed i cui parenti, in linea retta entro il primo grado ed in linea collaterale entro il secondo, hanno riportato condanne per taluno dei delitti di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale. Qualora non si provveda alla ammissione con riserva, il provvedimento di esclusione é comunicato agli interessati almeno trenta giorni prima dello svolgimento della prova scritta (4)(5).

(1) Comma sostituito dall'art. 2 D.L. 15 giugno 1989, n. 232, conv. in L. 25 luglio 1989, n. 261, e, successivamente, dall'art. 6 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.
(2) Comma inserito dall'art. 6 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.
(3) Comma inserito dall'art. 1 L. 9 agosto 1993, n. 295.
(4) Comma sostituito dall'art. 6 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398
(5) La Corte Cost., con sentenza 391/2000, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del prensente comma: "nella parte in cui, nel disciplinare i requisiti di ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria, prevede che non siano ammessi al concorso i candidati i cui parenti, in linea retta entro il primo grado ed in linea collaterale entro il secondo, hanno riportato condanne per taluno dei delitti di cui all'art. 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale".

Art. 125 - Indizione del concorso (1).
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 3 della legge 3 febbraio 1949, n. 26, il concorso ha luogo in Roma, di regola una volta l'anno, in relazione ai posti vacanti nell'organico della magistratura.
2. Nella determinazione dei posti da mettere al concorso può tenersi conto, oltre che dei posti già disponibili, anche di quelli che si renderanno vacanti entro l'anno in cui é indetto il concorso e nei cinque anni successivi, aumentati del trentacinque per cento.
3. Il concorso é bandito con decreto del ministro di grazia e giustizia, previa delibera del consiglio superiore della magistratura, che determina il numero dei posti, il luogo ed il giorno di svolgimento della prova preliminare e della prova scritta.

(1) Articolo modificato dall'art. 2, L. 17 novembre 1978, n. 746 e, successivamente, sostituito dall'art. 7, comma 1, D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 125-bis - Presentazione della domanda.
1. La domanda di partecipazione al concorso per uditore giudiziario, indirizzata al consiglio superiore della magistratura, é presentata o spedita, a mezzo raccomandata, entro il termine di trenta giorni decorrente dalla pubblicazione del decreto di indizione nella gazzetta ufficiale, al procuratore della repubblica presso il tribunale nel cui circondario il candidato é residente.
2. Non sono ammessi a partecipare al concorso i candidati le cui domande non rispettano il termine di cui al comma 1.
3. I candidati aventi dimora fuori del territorio dello stato possono presentare la domanda alla autorità consolare competente o al procuratore della repubblica di Roma.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 8 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 125-ter - Commissione esaminatrice (1).
1. La commissione esaminatrice é nominata con decreto del ministro di grazia e giustizia, previa delibera del consiglio superiore della magistratura, ed é composta da un magistrato di cassazione dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori, con funzioni di legittimità, che la presiede, da un magistrato di qualifica non inferiore a quella di dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione con funzioni di vicepresidente, da quindici magistrati con qualifica non inferiore a quella di magistrato di appello, nonché da otto docenti universitari. Non può essere nominato componente che ha fatto parte della commissione esaminatrice in uno dei due concorsi precedentemente banditi.
2. Il presidente della commissione e gli altri componenti appartenenti alla magistratura possono essere nominati anche tra i magistrati a riposo da non più di tre anni, che, all'atto della nomina, non hanno superato i settantatre anni di età e che, all'atto della cessazione dal servizio, rivestivano la qualifica richiesta per la nomina.
3. Il presidente della commissione può essere sostituito dal vice presidente o dal più anziano dei magistrati presenti.
4. La commissione, anche se divisa in sottocommissioni, svolge la sua attività in ogni seduta con la presenza di non meno di nove componenti, compreso il presidente, tra i quali almeno un docente universitario.
5. Possono far parte della commissione esaminatrice esclusivamente quei magistrati che hanno prestato il loro consenso all'esonero totale dall'esercizio delle funzioni giudiziarie o giurisdizionali.
6. L'esonero dalle funzioni giudiziarie o giurisdizionali, deliberato dal consiglio superiore della magistratura contestualmente alla nomina a componente della commissione, ha effetto per tutta la durata della procedura concorsuale.
7. Nel caso in cui non sia possibile raggiungere il numero di componenti stabilito dal comma 1, il consiglio superiore della magistratura nomina componenti della commissione magistrati che non hanno prestato il loro consenso all'esonero dalle funzioni giudiziarie o giurisdizionali.
8. Le funzioni di segreteria della commissione sono esercitate da funzionari amministrativi di qualifica funzionale non inferiore alla ottava e sono coordinate da un magistrato addetto al ministero di grazia e giustizia.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 9 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 125-quater - Lavori della commissione (1).
1. La commissione esaminatrice, durante la valutazione degli elaborati scritti e durante le prove orali, articola i propri lavori in ragione di dieci sedute alla settimana, delle quali cinque antimeridiane e cinque pomeridiane, salvo assoluta impossibilità della commissione stessa.
2. I componenti della commissione esaminatrice fruiscono del congedo ordinario nel periodo compreso tra la pubblicazione dei risultati delle prove scritte e l'inizio delle prove orali.
L'eventuale residuo periodo di congedo ordinario può essere goduto durante lo svolgimento della procedura concorsuale, purché sia assicurata la continuità dei lavori, secondo le modalità stabilite dal comma 1.
3. La mancata partecipazione, anche se giustificata, di un componente a due sedute della commissione, qualora ciò abbia causato il rinvio delle sedute stesse, può costituire motivo per la revoca della nomina da parte del consiglio superiore della magistratura.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 10 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 126 - Limiti di ammissibilità a successivi concorsi in magistratura.
Coloro che sono stati dichiarati non idonei in tre concorsi per l'ammissione in magistratura non possono essere ammessi ad altri concorsi (1).
Agli effetti dell'ammissibilità ad ulteriori concorsi, si considera separatamente ciascun concorso svoltosi secondo i precedenti ordinamenti.
L'espulsione del candidato dopo la dettatura del tema, durante le prove scritte, equivale ad inidoneità.

(1) Comma modificato dall'art. unico, L. 23 febbraio 1967, n. 44.

Art. 126-bis - Esclusione dai concorsi (1).
1. Il consiglio superiore della magistratura, sentito l'interessato, può escludere da uno o più successivi concorsi chi, durante lo svolgimento delle prove scritte di un concorso, é stato espulso per comportamenti fraudolenti, diretti ad acquisire o ad utilizzare informazioni non consentite, o per comportamenti violenti che comunque abbiano turbato le operazioni del concorso.

(1) Articolo aggiunto dall'art. 11 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 127 - Nomina ad uditore giudiziario (1).
I concorrenti dichiarati idonei sono classificati secondo il numero totale dei punti riportati.
In caso di parità di punti si applicano le disposizioni generali vigenti sui titoli di preferenza per le ammissioni ai pubblici impieghi.
I documenti comprovanti il possesso di titoli di preferenza, a parità di punteggio, ai fini della nomina sono presentati, a pena di decadenza, entro il giorno di svolgimento della prova orale.
Entro cinque giorni dall'ultima seduta delle prove orali del concorso per uditore giudiziario il ministro di grazia e giustizia ha facoltà di richiedere al Consiglio superiore della magistratura di assegnare ai concorrenti risultati idonei, secondo l'ordine della graduatoria, ulteriori posti disponibili o che si renderanno tali entro sei mesi dall'approvazione della graduatoria medesima nel limite massimo di un decimo dei posti messi a concorso. Il consiglio superiore della magistratura provvede entro un mese dalla richiesta.
Sono nominati uditori giudiziari, con decreto ministeriale, i primi classificati entro il limite dei posti messi a concorso e di quelli aumentati ai sensi del comma che precede.

(1) Articolo modificato dall'art.12 D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398.

Art. 128 - Destinazione degli uditori - Assimilazione gerarchica - Trattamento economico.
Gli uditori giudiziari sono destinati negli uffici di volta in volta stabiliti dal Ministro di grazia e giustizia per compiervi il periodo di tirocinio.
Essi sono assimilati, durante il primo semestre di effettivo servizio, ai funzionari di ruolo di grado 11° di gruppo A e pel periodo successivo, fino alla promozione, a quelli di grado 10°.
Gli uditori percepiscono una indennità mensile nella misura determinata nella Tabella Q annessa al presente ordinamento.

Art. 129 - Tirocinio giudiziario.
Gli uditori debbono compiere un periodo di tirocinio della durata di almeno due anni presso i tribunali e le procure della Repubblica, con opportuni avvicendamenti, e possono essere incaricati delle funzioni di vice-pretore e destinati alle preture, di cui all'art. 31, con giurisdizione piena, dopo almeno un anno di tirocinio, previo parere favorevole del consiglio giudiziario di cui all'articolo 212 del presente ordinamento (1).
Le norme per il tirocinio sono determinate dal Ministro di grazia e giustizia.

(1) Comma modificato dall'art. 1 D.Lgs.C.P.S. 2 agosto 1946, n. 72 e, successivamente, dall'art. 27, comma 1, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, a decorrere dal centoventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella G.U. 20 marzo 1998, n. 66. Successivamente, l'art. 1, comma 1, L. 16 giugno 1998, n. 188 ha prorogato tale termine al 2 giugno 1999.

Art. 130 - Nomina di uditori in soprannumero - Concorsi.
Il Ministro di grazia e giustizia ha facoltà di nominare uditori giudiziari in soprannumero ai posti fissati per tale grado nella tabella F annessa al presente ordinamento, purché siano mantenuti vacanti altrettanti posti nei gradi superiori del ruolo dei pretori ed in quello della magistratura collegiale, globalmente considerati.
Il Ministro di grazia e giustizia ha, altresì, facoltà di indire i relativi concorsi sempre che lo ritenga necessario, premesse le autorizzazioni richieste dalle disposizioni vigenti.