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Ecco i nomi dei tre vincitori del sondaggio:

Paolo, che ha scritto:
  • Non dovrebbe esistere alcun rapporto. Soprattutto si dovrebbe impedire ai magistrati di candidarsi in politica(cd. magistrato a vita): la diffidenza verso un "giudizio umano" cresce di più quando un magistrato decide di fare politica. La politica non difende gli onesti!!
    Lasciamo che almeno si abbia l'illusione di essere tutelati contro i soprusi dei prepotenti da uomini imparziali e scrupolosi alla ricerca della verità. Giudicare non è arte per tutti. Aiutiamo i magistrati nel loro difficile lavoro e allontaniamo loro qualsiasi "tentazione politica".

  • Daniela, che ha scritto:
  • Se ogni azione umana ha una valenza politica come si può pensare che non lo abbia la decisione di un caso giudiziario pur nel rigoroso rispetto della legge?

  • Annarita, che ha scritto:
  • Quale dev'essere il rapporto tra una persona e le sue passioni? Chi vogliamo scomodare? Hegel, Kant, Montaigne, Socrate, Plotino? Limitiamoci a Carnelutti, più aderente alla nostra situazione politica: "Diffidate di chi parla DELLE libertà, al plurale... La libertà è una e indivisibile, indefinibile".
    Non come magistrato, né come cittadino, ma come PERSONA io rivendico la mia libertà di pensiero. Per il giudizio sull'imparzialità del giudice è necessario che questi sia trasparente, leale. Che non inganni se stesso.

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