- cambiano nuovamente le regole della preselezione informatica.
La prova preliminare è stata introdotta per risolvere i problemi posti dalla continua crescita dei candidati; come evidenziato dall’allora Ministro di grazia e giustizia Giovanni Maria Flick nel 1996, <<tale elevato grado di partecipazione ai concorsi non rappresenta un vantaggio per l’amministrazione sotto il profilo di una più ampia selezione del personale da assumere, in quanto, oltre un certo numero di candidati, il grado di cultura e di preparazione comincia ad attestarsi su livelli di insufficienza>>.
Molto si è discusso, e si continuerà a discutere, sulla reale efficacia della prova preselettiva. Certamente, però, i risultati conseguiti con la prova precedente non sono stati soddisfacenti. Nelle intenzioni tale prova, pur non potendo essere diretta ad individuare i <<migliori>> - e cioè i più preparati, i più intelligenti, i più maturi e i più idonei -, avrebbe dovuto determinare i candidati ammessi, scartando coloro che in nessun caso avrebbero la possibilità di superare le prove scritte del concorso e la partecipazione dei quali alle prove stesse sarebbe stata quindi inutile.
Al termine della prova preselettiva che ha preceduto l'ultimo concorso sono risultati ammessi agli scritti solo coloro che non avevano commesso alcun errore; vien da chiedersi a tale proposito se è proprio inutile la partecipazione alle prove scritte di quei candidati che hanno commesso uno o due errori.
I tempi di svolgimento del concorso non si sono accelerati, anzi è accaduto esattamente il contrario. Ciò anche a seguito del non indifferente numero dei ricorsi presentati dagli <<esclusi>>.
Analogamente non sono risultati ridotti i tempi di correzione degli elaborati; i candidati che hanno portato a termine le tre prove scritte dell'ultimo concorso sono stati 2596, un numero non inferiore a quello dei concorsi precedenti.
Si è pensato, così, di cambiare le cose.
In primo luogo fanno la loro comparsa i quiz di penale e di amministrativo (la prova precedente era stata svolta solo sui quiz di civile, in larga misura modellati su quelli contenuti nell'archivio predisposto per il concorso notarile).
Anche la strada percorsa per rendere la preselezione conforme alle materie studiate dagli aspiranti magistrati per gli scritti, tuttavia, non è stata priva di ostacoli. La Commissione preposta alla realizzazione dell'archivio, infatti, ha evidenziato la difficoltà di individuare un significativo numero di quesiti di diritto amministrativo che presuppongano la comprensione dei principi generali della materia e non si risolvano esclusivamente nella conoscenza di dati mnemonici. Per questo motivo è stato ridotto il numero dei quesiti di diritto amministrativo; l'archivio informatico, dunque, deve contenere un numero di quesiti non inferiore a cinquemila per le materie civile e penale, a tremila per la materia amministrativa e, complessivamente, non inferiore a quindicimila (art. 1 del D.M. 228/1998, come modificato dal D.M. 261/2000).
A ciascun candidato saranno assegnati novanta quesiti: trentacinque per la materia civile e per la
e venti per la materia amministrativa, con un tempo massimo per la risposta di centoventi minuti.
I quesiti da sottoporre ai candidati sono individuati mediante una procedura automatizzata sulla base dei seguenti criteri:
- per le materie civile e penale sono proposte domande facili in numero di undici, domande di media difficoltà in numero di diciassette e domande difficili in numero di sette; per la materia amministrativa, sono proposte domande facili in numero di sei, domande di media difficoltà in numero di dieci e domande difficili in numero di quattro;
- i questionari di diritto civile contengono quesiti su tutti i libri di cui è composto il relativo codice, con gli eventuali riferimenti alla Costituzione, e comunque non più di quattro domande per ciascun titolo e non più di due per ciascun capo in cui gli stessi sono ripartiti;
- i questionari di diritto penale contengono quesiti su tutti i libri di cui è composto il relativo codice, con gli eventuali riferimenti alla Costituzione, e comunque non più di cinque domande per ciascun titolo e non più di due per ciascun capo in cui gli stessi sono ripartiti;
- il questionario di diritto amministrativo contiene almeno due quesiti su ciascuna delle ripartizioni in cui è suddiviso l'archivio, secondo l'elenco di provvedimenti legislativi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di pubblicazione dei quiz (art. 5).
Risulta modificato sensibilmente anche il metodo di attribuzione del punteggio.
Al candidato che risponde in modo esatto a tutte le domande comprese nel questionario è attribuito il punteggio formale di 810.990. Ad ogni risposta omessa o errata è attribuito il seguente punteggio di penalizzazione: 9.001 per la domanda difficile; 9.007 per la domanda di media difficoltà; 9.011 per la domanda facile. Il punteggio di ogni candidato si ottiene sottraendo al punteggio di 810.990 il numero 9.001 per ogni risposta omessa o errata a domanda difficile; il numero 9.007 per ogni risposta omessa o errata a domanda di media difficoltà; il numero 9.011 per ogni risposta omessa o errata a domanda facile. Sulla base del punteggio così conseguito si forma la graduatoria di merito (art. 3).
Non ci sono più differenze, pertanto, nella valutazione delle risposte errate e delle risposte omesse.
Come in precedenza, il grado di difficoltà di ciascun quesito non è reso palese ai candidati nel corso della prova, così come non è reso palese al candidato durante la prova preliminare il punteggio attribuito a ciascuna delle risposte.
Queste sono le modifiche più rilevanti apportate al regolamento per l'espletamento della prova preliminare. Il tutto mentre è in discussione in Parlamento un