Sembra proprio che nel 2000 si possa fare tranquillamente a meno della figura professionale del magistrato. Fioccano le più svariate opportunità nel terziario, nascono nuove forme di lavoro nella Rete, ma per chi ha studiato, investito tempo ed energia per superare il nostro concorso, sono tempi cupi.
In verità, a leggere i giornali, a sentire parlare i vertici della magistratura, nonché a frequentare le aule di giustizia, la realtà è ben altra. Anche i non addetti ai lavori, infatti, sanno benissimo che la magistratura è affetta da una grave carenza d’organico.
Tale mancanza farebbe ragionevolmente pensare a maggiori opportunità, insomma, più esplicitamente parlando, a più concorsi o, comunque, a più posti, rispetto ai soliti miseri 200-300, che spesse volte, malgrado i numerosissimi partecipanti, non si riescono neanche a coprire.
Ma, nonostante da una parte si invochino nuovi magistrati, dall’altra (o dalla stessa?) non si fa niente in tal senso.
A riprova di ciò basti ricordare, innanzi tutto, come negli ultimi anni si sia dilatato di molto l’intervallo temporale tra i concorsi (scritti del giugno 1997 - scritti del febbraio 2000). Diversamente, in passato, si bandivano anche due concorsi l’anno, tanto che, a qualche fortunato, è capitato di poter consegnare una quarta volta, perché gli scritti del nuovo concorso avevano preceduto la pubblicazione dei risultati del precedente. Oggi ciò non sarebbe possibile.
Questa situazione non ha fatto che esasperare tutti e, soprattutto, ha fatto inevitabilmente lievitare il numero degli aspiranti uditori.
Allora, invece di risolvere il problema alla radice, se ne sono combattuti gli effetti (troppi concorrenti), introducendo la famigerata preselezione informatica.
Prescindendo da valutazioni sulla bontà della modalità di selezione (eccessivamente nozionistica, inappropriata ed estranea alla formazione scolastica italiana?), nonché sulla scelta di proporre al passato concorso quiz che vertevano sul solo diritto civile (ciò ha favorito gli aspiranti notaio?), paradossalmente si è sortito l’effetto di dilatare ancor più i tempi.
Ciò perché per (non) epurare a sufficienza i quiz del concorso notarile c’è voluto del tempo, senza parlare della necessità di risolvere gli infiniti ricorsi a seguiti alla preselezione.
Ovvie, quindi, sarebbero dovute essere le conseguenze, anche alla stregua della comune, precedente esperienza degli aspiranti notaio. Si sarebbe, invero, dovuto riflettere non solo sulla efficacia del metodo selettivo, ma anche sui catastrofici effetti dello stesso.
E’ palese come i quiz abbiano tradito le esigenze di celerità e di scrematura cui avrebbero dovuto assolvere. Ma, nonostante tutto, nell’attesa che la riforma sulle scuole di specializzazione per l’accesso alle professioni forensi entri in vigore, si persevera in tal senso ed, anzi, si fa peggio.
Per il prossimo concorso, infatti, le prove preselettive non verteranno solo sul diritto civile, ma anche su quello amministrativo e penale, con conseguente notevole appesantimento dell’archivio informatico e quindi dei quiz da studiare. Facile è prevedere un non roseo scenario.
Parallelamente, poi, si è pensato ad un reclutamento straordinario di mille magistrati.
L’opportunità, però, è meno favorevole di quanto possa a prima vista sembrare.
Infatti, non si tratterebbe di un unico concorso, ma di tre distinti (quindi sempre per circa 300 posti ciascuno) l’accesso ai quali solo in un secondo momento è diventato libero, mentre, inizialmente, era limitato ad un solo concorso per ciascun candidato.
Inoltre, la prova scritta verterebbe su due sole materie, sorteggiate, però, solo in prossimità della prova stessa.
Infine, lo spettro della prova preselettiva può, in caso di bisogno, riproporsi.
Di tutto ciò, però, ancora non si sa niente di certo.
Ad arricchire, poi, questo confuso quadro normativo, c'è anche la previsione di un bando di concorso che, noncurante dei tanti giovani, disoccupati, e seriamente motivati a diventare magistrato, prevederebbe una quota di posti riservata ad avvocati o magistrati onorari con una certa anzianità. Ma questa è un’altra storia………